sabato 9 novembre 2013

8. Da Shushtar a Isfahan


Verso la città Simbolo dell'Antica Persia 


Le cascate che alimentano i Mulini di Shushtar

Lasciato l'hotel come sempre alle 7:30 (ormai abbiamo capito che è l'unico modo per evitare il traffico) e dopo esserci fermati sul ponte a fare le foto ai vecchi mulini, procediamo in direzione sud verso il Golfo Persico prima di puntare decisamente a Est per Isfahan dove abbiamo intenzione di fermarci un paio di giorni.
La prima parte del tragitto si snoda tra sterminate piantagioni di angurie, poi incontriamo una fascia desertica e successivamente, al di là del Karun River, valichiamo i Monti Zagros su una strada di spettacolare bellezza. Oggi non abbiamo visite da fare, ci dedichiamo quindi ad ammirare il paesaggio, sempre diverso e affascinante. 



I controlli ai posti di blocco si fanno sempre più frequenti e noiosi e ci rammarichiamo di non avere fatto delle fotocopie al passaporto dopo l'ingresso in Iran. Loro devono annotare gli estremi del visto ma spesso preferiscono una fotocopia che però, non avendo la fotocopiatrice non possono fare sul posto. Questa procedura causa grandi perdite di tempo e soste forzate sotto al sole cocente (in Iran non trovi un albero nemmeno a pagarlo). E' capitato perfino di dover andare in caserma alla città più vicina caricandosi sulla moto un militare, felicissimo di questo fuori programma, mentre gli altri rimanevano ad aspettare. Così come è capitato di dover aspettare una macchina della polizia che venisse a prenderci per poi andare tutti insieme in caserma per le fotocopie. Per la verità devo dire che queste situazioni paradossali si sono verificate sempre e solo su strade secondarie, a volte fuori mano e spesso in prossimità del confine. D'altra parte sono le strade che mi piace fare, le autostrade ed in genere tutte le strade a grande scorrimento dove non vedi niente e non incontri nessuno proprio non mi garbano.






 In serata arriviamo a Isfahan dove prendiamo alloggio al centralissimo Safavi Hotel